La relazione del Garante
Soro: "La privacy in Italia è a rischio"
Antonello Soro, Presidente dell’Autorità garante dei dati personali, nel corso della relazione sull’attività svolta nel 2012 ha sottolineato come la protezione dei dati personali "rappresenta non solo un fattore di promozione della persona, ma un elemento costitutivo della cittadinanza in questi tempi di vorticoso cambiamento". Tanto più, ha poi aggiunto, in una “stagione di sfiducia diffusa non solo nei confronti delle istituzioni ma nello stesso valore dei diritti, spesso percepiti come sacrificabili rispetto alle diverse emergenze generate dalla crisi economica e sociale". Leggi l'intervento completo del Garante per la privacy - Leggi l'editoriale dell'elefantino - Peduzzi Mr. Snowden per tutti è un eroe, ma per Obama è un traditore o una spia
18 AGO 20

Antonello Soro, Presidente dell’Autorità garante dei dati personali, nel corso della relazione sull’attività svolta nel 2012 ha sottolineato come la protezione dei dati personali "rappresenta non solo un fattore di promozione della persona, ma un elemento costitutivo della cittadinanza in questi tempi di vorticoso cambiamento". Tanto più, ha poi aggiunto, in una “stagione di sfiducia diffusa non solo nei confronti delle istituzioni ma nello stesso valore dei diritti, spesso percepiti come sacrificabili rispetto alle diverse emergenze generate dalla crisi economica e sociale [....] la protezione dei dati ha acquisito e deve acquisire ogni giorno di più un ruolo centrale abbracciando la persona nella sua interezza, comprensiva della dimensione individuale e relazionale".
"Nell'epoca della connessione continua si diffonde il mito della trasparenza assoluta che elimina ogni opacità – ha aggiunto Soro -. Internet dilata la richiesta e la pretesa di essere informati, in nome del principio per cui nulla dovrebbe sfuggire alla comunità”, ma “non necessariamente trasparenza totale significa verità e la riservatezza non è sempre invocata per nascondere qualcosa in modo deprecabile: essa – ha concluso – è comunque requisito fondamentale nella politica come nel privato”.
Per il Presidente dell’Autorità garante dei dati personali "protezione dati e trasparenza non sono e non devono essere viste come antagoniste, ma strettamente complementari ed è imprescindibile la ricerca di un equilibrio fra trasparenza dell’azione amministrativa e privacy dei cittadini”. Ma, avverte Soro nella sua relazione, “Trasparenza non vuol dire necessariamente riversare in rete tutto il contenuto di un provvedimento amministrativo, perché possono esserci informazioni non rilevanti ai fini del sindacato democratico ma pregiudizievoli in modo irreparabile per la dignità della persona interessata".
A questo proposito il Garante si è poi soffermato sull’uso delle intercettazioni, considerate “una risorsa investigativa fondamentale e insostituibile, che andrebbe gestita con molta cautela, per evitare fughe di notizie che danneggiano le indagini e rischiano di violare la dignità degli interessati”. “Il bilanciamento tra libertà di stampa e dignità della persona – ha sottolineato Soro - è condizione essenziale per una società libera, democratica e pluralista". Il Garante ha poi lamentato “la tendenza sempre crescente alla mediatizzazione dei processi” a discapito di una “adeguata selezione delle notizie di rilevanza pubblica, da rendere con modalità rispettose dell’altrui riservatezza e della presunzione d’innocenza”. Per Soro “la pubblicazione di atti d'indagine deve rispondere a finalità di interesse pubblico e non a tensioni voyeuristiche, nella consapevolezza che non tutto ciò che è di interesse del pubblico è necessariamente di pubblico interesse".
"Nell'epoca della connessione continua si diffonde il mito della trasparenza assoluta che elimina ogni opacità – ha aggiunto Soro -. Internet dilata la richiesta e la pretesa di essere informati, in nome del principio per cui nulla dovrebbe sfuggire alla comunità”, ma “non necessariamente trasparenza totale significa verità e la riservatezza non è sempre invocata per nascondere qualcosa in modo deprecabile: essa – ha concluso – è comunque requisito fondamentale nella politica come nel privato”.
Per il Presidente dell’Autorità garante dei dati personali "protezione dati e trasparenza non sono e non devono essere viste come antagoniste, ma strettamente complementari ed è imprescindibile la ricerca di un equilibrio fra trasparenza dell’azione amministrativa e privacy dei cittadini”. Ma, avverte Soro nella sua relazione, “Trasparenza non vuol dire necessariamente riversare in rete tutto il contenuto di un provvedimento amministrativo, perché possono esserci informazioni non rilevanti ai fini del sindacato democratico ma pregiudizievoli in modo irreparabile per la dignità della persona interessata".
A questo proposito il Garante si è poi soffermato sull’uso delle intercettazioni, considerate “una risorsa investigativa fondamentale e insostituibile, che andrebbe gestita con molta cautela, per evitare fughe di notizie che danneggiano le indagini e rischiano di violare la dignità degli interessati”. “Il bilanciamento tra libertà di stampa e dignità della persona – ha sottolineato Soro - è condizione essenziale per una società libera, democratica e pluralista". Il Garante ha poi lamentato “la tendenza sempre crescente alla mediatizzazione dei processi” a discapito di una “adeguata selezione delle notizie di rilevanza pubblica, da rendere con modalità rispettose dell’altrui riservatezza e della presunzione d’innocenza”. Per Soro “la pubblicazione di atti d'indagine deve rispondere a finalità di interesse pubblico e non a tensioni voyeuristiche, nella consapevolezza che non tutto ciò che è di interesse del pubblico è necessariamente di pubblico interesse".
Leggi l'intervento completo del Garante per la privacy - Leggi l'editoriale dell'elefantino - Peduzzi Mr. Snowden per tutti è un eroe, ma per Obama è un traditore o una spia